Iran, Conserva (FACE): “Con la guerra, la catena di approvvigionamento dell’alluminio è a rischio e avrà anche effetti sui prezzi dei beni di consumo”
“L’attuale situazione geopolitica è estremamente grave e potrebbe mettere seriamente a rischio la filiera europea dell’alluminio, con possibili ripercussioni sui prezzi di molti prodotti di largo consumo”, ha affermato Mario Conserva, Segretario Generale di FACE, nell’articolo pubblicato da Adnkronos.
Le tensioni in Medio Oriente stanno mettendo pressione su segmenti vitali della filiera dell’alluminio, un settore che in Europa genera circa 40 miliardi di euro di fatturato e oltre un milione di posti di lavoro. La possibile interruzione delle forniture da parte dei paesi del Golfo — che rappresentano circa l’8 % della produzione mondiale — potrebbe avere ripercussioni significative sui costi dei prodotti finiti.
Come evidenziato da Conserva, la guerra in corso e i problemi logistici legati alla regione rischiano di tradursi in aumenti dei prezzi per beni di largo consumo, con impatti che potrebbero estendersi a settori come packaging, trasporti, costruzioni e beni industriali.
Lo sguardo della filiera è rivolto all’Ue: “Chiediamo pragmatismo e responsabilità immediata; i tempi della burocrazia non sono compatibili con l’urgenza di questa crisi. La nostra dipendenza dall’estero ci rende troppo vulnerabili. È necessaria la sospensione totale di ogni restrizione che ostacoli l’accesso all’alluminio primario e l’azzeramento immediato dei dazi sull’importazione del metallo grezzo”, ha sottolineato il Segretario Generale.
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