COMUNICATO STAMPA – per diffusione immediata
Federazione dei Consumatori di Alluminio in Europa – FACE
Martedì 14 luglio 2026, Bruxelles
COMUNICATO STAMPA
FACE: L’ATTUAZIONE DELL’IMEC COME RISPOSTA STRATEGICA ALLE CRISI GEOPOLITICHE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER L’INDUSTRIA DELL’ALLUMINIO
Il Segretario Generale di FACE, Federazione dei Consumatori di Alluminio in Europa, Mario Conserva, lancia un appello per l’accelerazione politica del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa IMEC di fronte agli sconvolgimenti internazionali.
“Questo nuovo conflitto regionale e le crisi croniche nella regione del Medio Oriente costituiscono motivi aggiuntivi per accelerare l’attuazione del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa IMEC, non si tratta solo di un importante progetto geopolitico, ma anche di una questione di resilienza strategica e di sicurezza economica”.
Con queste parole Mario Conserva, Segretario Generale di FACE – Federazione dei Consumatori di Alluminio in Europa – fotografa la situazione di fronte alle crescenti tensioni in Iran ed ai blocchi nel Mar Rosso, che impattano a lungo termine sull’industria dell’alluminio e rendono urgente un coordinamento istituzionale più forte.
Annunciata al G20 del 2023 da partner fondatori come India, Stati Uniti, Arabia Saudita, Italia e Unione Europea, l’iniziativa del Corridoio IMEC mira a unire l’Indo-Pacifico e il Mediterraneo, supera il concetto di semplice infrastruttura, ponendosi come un vero e proprio “ponte verde e digitale tra continenti e culture”.
“Lo sviluppo del corridoio – continua Conserva – è destinato a influire positivamente sull’intera filiera dell’alluminio, un mercato che vede proprio nell’Unione Europea, nel CCG e nell’India, tre dei principali hub industriali a livello globale. Le nuove rotte commerciali dell’IMEC saranno più brevi, convenienti, fluide e sostenibili. Grazie a tratte terrestri che attraverseranno Arabia Saudita, Giordania e Israele, il progetto garantirà sicurezza a diretto vantaggio degli operatori del settore, proteggendo i flussi di alluminio primario e secondario, le importazioni di allumina e la movimentazione di macchinari”.
Secondo FACE l’impatto macroeconomico sarà molto significativo grazie a investimenti stimati in centinaia di miliardi di dollari che stimoleranno l’occupazione qualificata e l’espansione degli scambi, beneficiando anche dei nuovi accordi di libero scambio in fase di negoziazione tra l’UE, gli Emirati Arabi Uniti e l’India.
“Tra l’altro – prosegue Conserva – il megaprogetto genererà un buon incremento della domanda interna di metallo leggero, poiché l’alluminio sarà un componente fondamentale per la costruzione di ferrovie, treni, cavi sottomarini, infrastrutture elettriche, data center e impianti fotovoltaici. Un aspetto cruciale riguarda l’integrazione del “Nuovo Nucleare”, basato su piccoli reattori modulari (SMR), immaginiamo smelter alimentati da piccoli reattori modulari: potrebbe essere la rinascita della produzione di alluminio in Europa – e un fattore chiave di resilienza strategica”.
Il Segretario di FACE sottolinea che le tensioni internazionali non devono ritardare il progetto, ma spingere verso una rapida concretizzazione dei segmenti realizzabili a breve termine. “L’attivazione di tratti ferroviari, zone franche industriali e infrastrutture digitali, agirà come forza propulsiva di crescita. Dobbiamo avere l’ambizione di promuovere strutture IMEC come forze propulsive di crescita, di una più profonda integrazione regionale, di cooperazione interregionale, di sviluppo intelligente e sostenibile e di innovazioni guidate dalla connettività”, conclude Conserva, esortando i governi a istituire rapidamente strumenti di finanziamento congiunti, come una banca di sviluppo o un fondo sovrano.
Il comunicato stampa è disponibile qui.
