Guerra in Iran-Stretto di Hormuz: l’Europa rischia l’interruzione dell’approvvigionamento di alluminio

COMUNICATO STAMPA – per diffusione immediata

Federazione dei Consumatori di Alluminio in Europa – FACE

Venerdì 13 marzo 2026, Bruxelles

COMUNICATO STAMPA

GUERRA IN IRAN-STRETTO DI HORMUZ: L’EUROPA RISCHIA L’INTERRUZIONE DELL’APPROVVIGIONAMENTO DI ALLUMINIO

“La combinazione tra tensioni geopolitiche, interruzione delle rotte commerciali ed aumento vertiginoso dei costi energetici sta mettendo a rischio la stabilità della filiera globale dell’alluminio in particolare per il metallo primario, con pesanti ricadute per l’ Europa”. A lanciare l’allarme è Mario Conserva, Segretario Generale di FACE – Federation of Aluminium Consumers in Europe, che denuncia il rischio concreto di fattori di crisi per l’industria europea del settore.

“I gravi problemi  che stiamo osservando hanno diversi risvolti  riguardanti prima di tutto il flusso di alluminio grezzo  prodotto dai Paesi del Medio Oriente e destinato a raggiungere i mercati, ed in particolare quello dell’Europa, un’area che  come noto  riesce a produrre poco più del 15% del fabbisogno interno di alluminio primario; in aggiunta si stanno creando le condizioni a monte per una drastica riduzione della produzione mondiale di metallo grezzo ancora per problemi da parte dei Paesi del Golfo, dove gli impianti elettrolitici di smelting di alluminio primario dipendono essenzialmente dal gas”. A questo si aggiunge  il problema della disponibilità di allumina, la materia prima necessaria per produrre alluminio  primario negli smelter. “Per produrre un milione di tonnellate di alluminio primario servono circa due milioni di tonnellate di allumina, che i Paesi del Golfo debbono quasi interamente importare da altre aree mondiali” – spiega Conserva  – “se le rotte commerciali restano bloccate, gli smelter del Golfo  hanno scorte limitate in genere  a due o tre settimane”.

Il successo industriale del GCC nel segmento della produzione della materia prima alluminio, frutto di decenni di grossi investimenti che hanno coinvolto anche molti operatori europei, ha creato una catena del valore d’eccellenza che oggi rappresenta il secondo settore economico dell’area. Gli impianti di alluminio primario nel Golfo sono oggi fortemente esposti: eventuali attacchi alle infrastrutture energetiche, o interruzioni nella fornitura di gas, potrebbero costringere le industrie produttrici a fermare gli impianti.

In questo scenario critico, segnato dal conflitto in corso, FACE esprime la propria piena solidarietà ai partner storici e strategici dell’industria dell’alluminio del GCC, Consiglio di Cooperazione del Golfo, nonché ai cittadini dell’area colpiti dalle ostilità.

Il comunicato stampa di FACE è disponibile qui.

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