L’Europa ostaggio dello Stretto di Hormuz: la visione profetica di FACE sulla vulnerabilità degli approvvigionamenti di alluminio

L’Europa ostaggio dello Stretto di Hormuz: la visione profetica di FACE sulla vulnerabilità degli approvvigionamenti di alluminio

L’Europa si trova oggi a un bivio decisivo per la propria sopravvivenza industriale e i fatti degli ultimi mesi hanno confermato quanto la posizione di FACE sia stata purtroppo lungimirante. Fin dal primo attacco in Iran nel luglio 2025, abbiamo lanciato un allarme profetico sui rischi geopolitici legati all’approvvigionamento di alluminio, una criticità che oggi si manifesta in tutta la sua gravità. La nostra sovranità economica è minacciata da una dipendenza strutturale insostenibile che ci vede costretti a importare dall’estero oltre l’87% dell’alluminio primario necessario per alimentare le nostre filiere.

Il paradosso di questa condizione è evidente nei numeri del 2025, che vedono l’Unione Europea importare dal Golfo circa 900.000 tonnellate di metallo, una quantità che eguaglia l’intera produzione domestica totale di alluminio primario dell’UE. Abbiamo sostanzialmente appaltato la nostra sicurezza industriale a rotte marittime fragili e zone ad alto rischio geopolitico, come lo Stretto di Hormuz. Con un fabbisogno di 7 milioni di tonnellate annue da attrarre sui mercati globali, l’Europa è oggi vulnerabile a shock logistici, rincari dei premi fisici e volatilità dei costi energetici.

Le tensioni belliche e il blocco delle rotte marittime meridionali non sono solo problemi logistici, ma attacchi diretti alla competitività dei trasformatori europei. Quando le assicurazioni sui rischi di guerra iniziano a ritirarsi, l’approvvigionamento smette di essere una questione di prezzo e diventa una questione di disponibilità fisica della materia prima. Per salvaguardare il comparto, FACE ribadisce l’urgenza di mantenere aperte tutte le opzioni di approvvigionamento, eliminando restrizioni e dazi che penalizzano il consumo interno, proteggendo il rottame dalla fuga verso mercati terzi e trattando l’alluminio come una priorità di sicurezza nazionale. Solo garantendo la libertà di approvvigionamento potremo assicurare un futuro alla transizione ecologica e alla manifattura europea.

L’articolo del Segretario Generale di FACE Mario Conserva pubblicato nel numero di agosto 2025 della rivista A&L Alluminio e Leghe è disponibile qui

L’articolo “Trump’s war with Iran a major risk for US, European aluminium consumers” pubblicato su Reuters è disponibile qui

L’articolo “Aluminium rises as Middle East war threatens supply disruptions” pubblicato su The Edge Malaysia è disponibile qui.  

Share this on :

Facebook
Twitter
LinkedIn

Related articles in