L’industria dell’alluminio gravata dalla burocrazia

L’industria dell’alluminio gravata dalla burocrazia

L’industria europea dell’alluminio sta attraversando una fase di forte complessità, in cui alle sfide globali legate a energia, approvvigionamenti e geopolitica si aggiunge un fattore sempre più critico: l’aumento della pressione normativa e burocratica.

Come evidenziato nell’editoriale del Segretario Generale di FACE, Mario Conserva, pubblicato sull’ultimo numero di A&L Alluminio e Leghe, oggi molte piccole e medie imprese del settore si trovano a operare in un contesto caratterizzato da costi elevati, incertezza nelle catene di approvvigionamento, dazi ancora presenti sull’import di alluminio primario e un quadro regolatorio frammentato e spesso poco leggibile.

Dossier centrali come CBAM, le politiche commerciali e i regimi sanzionatori mostrano quanto il dialogo tra industria e burocrazia sia diventato complesso. Questa situazione genera instabilità, frena gli investimenti e colpisce in modo particolare i trasformatori e le PMI, che costituiscono l’ossatura della filiera europea dell’alluminio.

In un momento così delicato, FACE ribadisce la necessità di politiche industriali più coerenti e pragmatiche, capaci di coniugare competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e transizione energetica, evitando di aggiungere nuovi ostacoli a un settore già sotto forte pressione.

Il futuro dell’alluminio europeo passa anche dalla capacità di semplificare le regole, ascoltare l’industria e costruire un quadro normativo realmente funzionale alla realtà produttiva.

L’editoriale del Segretario Generale di FACE Mario Conserva per A&L Alluminio e Leghe è disponibile qui.

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