Materie prime critiche: la nuova call della Commissione europea è un’opportunità per le PMI italiane
Le materie prime critiche sono tornate al centro dell’agenda europea, e non a caso. L’Europa, e l’Italia in particolare, scontano una forte dipendenza dall’estero per risorse strategiche indispensabili alla transizione energetica, digitale e industriale. L’alluminio è una di queste.
Il recente bando di finanziamento dell’Unione europea, nell’ambito del Critical Raw Materials Act, rappresenta un segnale chiaro sul riconoscimento del ruolo strategico dell’alluminio e sulla necessità di rafforzare la base industriale europea. In particolare, il bando sottolinea l’importanza delle PMI, vera spina dorsale del settore manifatturiero europeo, e la priorità di investire lungo l’intera filiera — dall’estrazione alla raffinazione, fino al riciclo e al recupero — per ridurre le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e costruire una reale autonomia strategica.
L’Italia, grazie alla qualità della sua manifattura e al potenziale del riciclo, può ambire a diventare un hub mediterraneo delle materie prime critiche, a patto di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, ricerca e industria. È una sfida industriale, ma anche una scelta politica di lungo periodo: senza materie prime sicure e sostenibili, non c’è competitività né transizione verde.
L’articolo del Segretario Generale di FACE Mario Conserva per A&L Alluminio e Leghe è disponibile qui.
