Allarme FACE: alluminio +45% in 6 mesi, rincari da alimenti a medicine

Allarme FACE: alluminio +45% in 6 mesi, rincari da alimenti a medicine

Siamo di fronte a una tempesta perfetta che sta portando l’alluminio a un rincaro del 45% in soli sei mesi, una cifra insostenibile che si sta già trasformando in una tassa occulta sulla salute e sulla quotidianità dei cittadini. L’allarme che abbiamo lanciato come FACE nasce da un dato evidente: l’alluminio non è una commodity qualsiasi, ma la “barriera invisibile” che protegge ciò che mangiamo e i farmaci con cui ci curiamo. Quando il prezzo del metallo supera i 3.500 dollari a tonnellata, gli effetti si trasferiscono immediatamente lungo tutta la filiera: +25% nel packaging alimentare, +18% nel farmaceutico.

Il rischio è concreto e immediato. Quasi il 90% dei farmaci in compresse utilizza blister in alluminio: l’aumento dei costi della materia prima potrebbe tradursi in rincari già nei prossimi mesi. Allo stesso tempo, l’industria automotive registra aumenti fino al 20% nei componenti, con effetti diretti sui prezzi finali e sulla stessa transizione elettrica.

E non si tratta solo di industria: l’impatto arriverà nelle case delle famiglie, con rincari stimati fino al 15% su beni di uso quotidiano e fino al 30% in edilizia. È un effetto domino che colpisce consumi, mobilità e qualità della vita.

Serve un’azione immediata. La cessazione delle ostilità in Medio Oriente è una priorità non solo geopolitica ma economica. Allo stesso tempo, chiediamo all’Europa interventi concreti su energia e politiche commerciali: senza stabilità e senza supporto alle imprese, il costo della crisi ricadrà inevitabilmente sui cittadini.

L’articolo integrale pubblicato da Sky TG24 è disponibile qui.

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