COMUNICATO STAMPA – per diffusione immediata
Federazione dei Consumatori di Alluminio in Europa – FACE
Martedì 08 settembre 2026, Bruxelles
COMUNICATO STAMPA
FACE: IL ROTTAME DI ALLUMINIO È UNA MATERIA PRIMA STRATEGICA. BENE LIMITARNE L’EXPORT, MA L’UE DEVE ANCHE COSTRUIRE LE CONDIZIONI PER UTILIZZARLO NELLA PROPRIA INDUSTRIA
FACE accoglie con favore l’intenzione della Commissione europea di rafforzare le misure per trattenere in UE il rottame di alluminio, ma esprime forte perplessità sul cambio di approccio annunciato da Bruxelles.
La Commissione ha infatti ritirato la precedente proposta di uno strumento commerciale per limitare le esportazioni di rottami e sta valutando un atto delegato nell’ambito della normativa comunitaria sui trasferimenti di rifiuti, con l’obiettivo di vietare le esportazioni verso i Paesi non OCSE, prevedendo possibili eccezioni per alcuni Paesi candidati all’adesione all’UE.
FACE sostiene la necessità di una restrizione all’export del rottame, purché sia efficace e conforme alle regole WTO. Ma una restrizione all’esportazione, da sola, non è sufficiente.
“FACE ha chiesto da tempo una misura forte per trattenere il rottame di alluminio in UE, anche attraverso una tariffa elevata o uno strumento equivalente, purché conforme alle regole WTO. Per questo non contestiamo l’obiettivo della Commissione di limitare l’export: contestiamo il fatto che venga cancellato uno strumento commerciale già annunciato come urgente e che, al suo posto, si scelga una soluzione nell’ambito del waste management senza una parallela strategia industriale per utilizzare questa materia prima in UE”, afferma Mario Conserva, Segretario generale di FACE – Federation of Aluminium Consumers in Europe.
Per FACE, il punto centrale della politica UE deve essere duplice: mantenere il rottame nell’Unione e aumentare concretamente la capacità dell’industria comunitaria di utilizzarlo.
Il rottame di alluminio non deve essere considerato semplicemente una risorsa da gestire, ma una materia prima strategica, che rappresenta una riserva di metallo e di energia incorporata essenziale per la vitalità, la competitività e la decarbonizzazione della filiera europea dell’alluminio.
Per questo, a una misura di restrizione dell’export devono accompagnarsi interventi per:
- semplificare le normative ambientali e le altre disposizioni regolamentari che ostacolano l’utilizzo del rottame;
- aumentare la capacità UE di raccolta, selezione, trattamento, raffinazione e riciclo;
- sostenere gli investimenti nelle tecnologie necessarie per utilizzare maggiori quantità di rottame;
- creare condizioni competitive per le imprese UE che trasformano il materiale riciclato;
- sostenere finanziariamente le PMI attive nel settore del riciclo, in particolare per quanto riguarda i costi energetici;
- favorire l’utilizzo del metallo secondario nella manifattura comunitaria;
- riconoscere pienamente il rottame di alluminio come materia prima strategica nell’ambito della politica industriale UE.
“L’obiettivo non deve essere semplicemente trattenere materiale, ma trattenere e creare valore industriale in UE. Se l’alluminio da riciclaggio è una materia prima strategica, l’Unione deve fare in modo che venga effettivamente trasformato e utilizzato dalle imprese comunitarie”, aggiunge Conserva.
Perché esportare verso Paesi che non fanno, o non fanno ancora parte, dell’Unione? FACE ritiene inoltre necessario interrogarsi sulla scelta di consentire, secondo l’impostazione allo studio, l’esportazione verso Paesi OCSE e, potenzialmente, verso alcuni Paesi candidati all’adesione all’Unione europea. Se la priorità è oggi garantire materie prime alla manifattura comunitaria, perché il rottame dovrebbe essere indirizzato verso Paesi che non fanno ancora parte dell’Unione?
Il rischio è che il materiale lasci l’UE, venga trasformato al di fuori del mercato comunitario e possa successivamente essere reindirizzato verso altri mercati. In questo modo l’UE rischia di perdere non solo la materia prima, ma anche l’energia incorporata, la capacità industriale e il valore aggiunto associato alla sua trasformazione.
“In un momento in cui l’industria manifatturiera UE sta affrontando una crisi di competitività, l’aumento dei costi e una massiccia perdita di posti di lavoro industriali. la priorità della politica industriale europea deve essere sostenere le imprese all’interno dell’UE. Non comprendiamo perché una materia prima strategica debba essere resa facilmente disponibile anche a Paesi che non sono membri dell’UE, invece di rafforzare innanzitutto la capacità produttiva dell’UE”, sottolinea Conserva.
FACE è inoltre preoccupata dalla lentezza e dall’incertezza con cui la Commissione e gli Stati membri stanno procedendo: una misura per trattenere nell’UE quantità maggiori di rottame era già stata identificata come urgente lo scorso anno. Dopo diversi rinvii, la precedente proposta è stata ora ritirata a favore di uno strumento completamente diverso. Dopo due anni di crescente pressione sulla disponibilità di rottame e di costante erosione della base industriale europea, l’UE non può permettersi ulteriori ritardi o soluzioni parziali.
“L’UE deve decidere se intende proteggere una materia prima strategica per la propria industria e promuoverne l’utilizzo all’interno dell’Unione. Per FACE, la risposta è chiara: il rottame di alluminio deve diventare una componente centrale della strategia industriale dell’UE”, conclude Conserva.
Il comunicato stampa è disponibile qui.
